🍪 Policy

Questo sito utilizza cookie tecnici per migliorare la tua navigazione e cookie di analisi statistica di terze parti. I cookie di analisi possono essere trattati per fini non tecnici da terze parti.

Se accetti di navigare in questo sito, acconsenti all’uso di tutti i cookie e, in particolare, per permetterci di usare cookie di profilazione per aggiornarti sulle nostre attività in maniera personalizzata.

Se vuoi saperne di più Clicca qui.

Emmanuel | ActionAid

Emmanuel

“Le mutilazioni genitali femminili sono una vera ingiustizia”.

Diciamo NO alle Mutilazioni Genitali Femminili

Non ho intenzione di far subire le mutilazioni genitali femminili alle mie figlie. Non accadrà mai una cosa del genere nella mia famiglia”, Emmanuel ha 44 anni, tiene in braccio suo figlio minore. Insieme alla moglie Nancy hanno altre tre figlie, di sette, dieci e quattordici anni.

“È una vera ingiustizia che le donne subiscano queste pratiche, che sono una grave violazione dei loro diritti. Io ho detto alle mie figlie che voglio vederle studiare, vivere in una casa migliore della mia, essere in grado di costruirsi un futuro. E se un uomo prova a parlar loro di mutilazioni genitali devono dirgli che non ha il permesso di parlarne e di decidere sul loro corpo. Non è semplice essere padre e parlare contro le MGF, perché tutti pensano che facciano parte della nostra tradizione e della nostra cultura. Ma sono convinto che sia fondamentale prendere posizione”.

Emmanuel è impegnato come attivista nella lotta alle mutilazioni genitali femminili. Il suo impegno e le sue prese di posizione sono fondamentali: è il pastore della comunità dove abita, in West Pokot, e in quanto tale ascoltato e rispettato da tutti.

“Da giovane sapevo pochissimo di queste pratiche. Fortunatamente ho avuto la possibilità di studiare e in seminario ho scoperto gli effetti devastanti di queste tradizioni, come forti emorragie che possono portare anche alla morte”, racconta “inoltre è una tortura psicologica. Qualcosa che ogni ragazza ricorderà per il resto della sua vita con terrore. Mi impegno a far sapere a tutti che la Bibbia non chiede nulla di tutto questo. Molte persone credono che sia la religione a richiedere le mutilazioni genitali femminili. Non è così”.

Dal 2011 Emmanuel e gli altri attivisti hanno anche la legge dalla loro parte. In Kenya le mutilazioni genitali femminili sono diventate illegali. Sono in molti però che continuano queste pratiche di nascosto, per cui il loro impegno prosegue.

“Sono in contatto anche con il comitato femminile della zona. Fanno un lavoro importante e non si scoraggiano”.

Condividi sui social:

  • Segui il cambiamento
    Lasciaci la tua email