Case distrutte, comunità isolate e 186mila persone colpite
Il 10 agosto un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia occidentale, con epicentro a San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó. È stato il sisma più forte registrato nel Paese dall’inizio del secolo: le scosse sono state avvertite in tutti i 32 dipartimenti colombiani e anche nei vicini Ecuador e Venezuela.
I numeri fotografano una situazione estremamente complessa e si teme possano ulteriormente aumentare.
Attualmente oltre 186 mila persone appartenenti a più di 121 mila famiglie sono state colpite in 472 comuni. Si contano almeno 304 vittime, 4.400 persone ferite e 426 disperse.
Più di 26 mila abitazioni sono state distrutte e oltre 3 mila strutture scolastiche sono state danneggiate, compromettendo l’accesso all’istruzione per decine di migliaia di studenti.
Le aree più colpite fronteggiano ora piogge e inondazioni
La situazione più grave si registra nei dipartimenti di Valle del Cauca e Chocó. Nel solo Valle del Cauca sono state colpite almeno 72.670 persone in 42 comuni; migliaia di abitazioni sono state distrutte e risultano danneggiate anche strutture sanitarie, scuole, strade e acquedotti. Nel Chocó le persone coinvolte sono circa 69.200, distribuite in territori spesso remoti e difficili da raggiungere.
Al terremoto si sono aggiunte forti piogge e inondazioni. Nelle comunità lungo il fiume Misará, l’acqua è entrata nelle case, ha distrutto beni e raccolti e ha ucciso gli animali da cui molte famiglie dipendevano per vivere. Gli abitanti si stanno organizzando per mettere al sicuro bambini e persone anziane, ma chiedono ascolto e sostegno per affrontare gli effetti combinati del sisma e delle alluvioni.
«Molte comunità indigene e afrocolombiane stanno vivendo una situazione precaria. Le loro case erano già in cattive condizioni e oggi sono allagate. Non hanno un posto dove vivere, nulla con cui sfamarsi e nessuna possibilità di lavorare», racconta Dilia Córdoba Castro, attivista ambientale e rappresentante dell’Associazione delle donne riciclatrici del Medio Baudó.

Un’emergenza che aggrava vulnerabilità già esistenti
Il terremoto ha colpito territori segnati da conflitto armato, sfollamenti interni, povertà estrema e accesso limitato ai servizi essenziali. In Colombia oltre 9 milioni di persone colpite da conflitti, alluvioni e siccità hanno bisogno di assistenza umanitaria; circa il 10% vive proprio nelle regioni oggi più danneggiate dal sisma.
Le comunità rurali, indigene e afrodiscendenti del Chocó e del Valle del Cauca affrontano rischi particolarmente gravi. In molte aree le vie di comunicazione sono fragili e gli spostamenti dipendono dal trasporto fluviale.
Le condizioni dei fiumi e i danni alle infrastrutture rendono ancora più difficile consegnare gli aiuti, tanto che per raggiungere alcune comunità è necessario proseguire via terra e trasportare i materiali anche a dorso di mulo.
Donne, bambini e persone con disabilità incontrano ulteriori ostacoli nell’accesso all’assistenza. Nei comuni colpiti vivono inoltre circa 230.700 donne in gravidanza, per le quali è essenziale garantire continuità alle cure materne e ai servizi di salute sessuale e riproduttiva.

Il nostro intervento
Noi di ActionAid siamo intervenuti fin dai primi giorni insieme alle organizzazioni partner, dando priorità a Chocó, Valle del Cauca e Cauca. Abbiamo avviato la distribuzione di aiuti nei rifugi che accolgono le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. Il nostro primo intervento punta a raggiungere circa 600 famiglie.
Inoltre stiamo distribuendo prodotti per l’igiene, tra cui sapone, dentifricio, spazzolini, shampoo, assorbenti e pannolini. Adattiamo il contenuto dei kit alla composizione e alle necessità di ogni nucleo familiare. Stiamo inoltre procurando materassi, coperte, zanzariere, torce, contenitori per l’acqua, fornelli portatili e utensili da cucina.
Lavoriamo con Barco Hospital, EMAUS, Fundación Huellas que Transforman e Fundación Vida per portare beni essenziali e assistenza sanitaria alle comunità colpite. Sosteniamo anche il rifornimento di medicinali e l’attività della barca-ospedale che raggiunge le località lungo il Río San Juan, accessibili soltanto via acqua. Nel Chocó, insieme all’Organización de Mujeres del Medio Baudó, stiamo valutando i bisogni e pianificando gli interventi nelle aree più isolate.
«Le alluvioni a Buenaventura e nel Chocó sono un’altra catastrofe per comunità che stanno già affrontando le conseguenze del terremoto. È fondamentale che non vengano dimenticate e ricevano con urgenza il sostegno di cui hanno bisogno», afferma Egido Sanz, direttore ad interim di ActionAid Colombia.
Servono aiuti per raggiungere anche le comunità più isolate
Le priorità sono acqua sicura, servizi igienici, cibo, ripari temporanei, beni di prima necessità e cure mediche. Dobbiamo inoltre sostenere i costi elevati del trasporto e della logistica, indispensabili per arrivare nei territori rurali che hanno ricevuto pochi aiuti o non sono ancora stati raggiunti.
La solidarietà delle comunità è stata straordinaria: molte persone hanno aperto le proprie case e condiviso cibo e vestiti. Ma le organizzazioni locali e la popolazione non possono affrontare da sole un’emergenza di questa portata.
Con una donazione puoi aiutarci a portare acqua, kit igienici, ripari e cure alle famiglie colpite dal terremoto in Colombia, anche nelle comunità più difficili da raggiungere.