Quindici organizzazioni chiedono trasparenza e partecipazione
A gennaio 2024, nell’ambito del vertice formalmente denominato “Vertice Italia-Africa: un ponte per una crescita comune”i, viene presentato il Piano Mattei per l’Africa.
Ne avevamo parlato già all’epoca in questo blog, esprimendo preoccupazione riguardo a obiettivi e ambizioni che fin dall’inizio sono sembrati poco ancorati alle necessità del contesto africano.
In questi anni il Piano Mattei è stato infatti utilizzato come uno strumento principalmente di autonarrazione, il racconto, cioè, di come il Governo Meloni vuole presentare le relazioni con il continente africano. Le parole chiave che sostengono questa auto narrazione sono: dialogo, ascolto dei paesi coinvolti, partnership alla pari.
Un racconto che passa per le relazioni annuali al Parlamento, l’ultima del luglio di quest’anno,ii e momenti di grande visibilità, come i vertici o gli eventi internazionali.
Si tratta però di una narrazione che fa fatica a trovare un riscontro nella realtà.
Questa comunicazione esterna, difatti, non è mai accompagnata dalla documentazione tecnica necessaria a misurare e dimostrare i risultati raggiunti e l’impatto, fra le altre cose, in termini di partecipazione e mutuo beneficio.
A tre anni dal lancio, il Piano Mattei continua ad essere per il Governo un formidabile strumento di comunicazione, da un lato, e di annuncio destinato ai mercati finanziari, dall’altro. Un sostegno fondamentale, dunque, alle imprese strategiche italiane che vogliono posizionarsi nella competizione per le risorse africane.
È del tutto assente, però, la documentazione necessaria per valutare l’avanzamento, l’impatto e i risultati nonché la coerenza con i principi fondanti che i rappresentanti del Governo citano in ogni occasione: la partecipazione, il dialogo e mutuo beneficio.
Un vuoto di trasparenza e partecipazione
Per cercare di colmare il vuoto informativo, in questi tre anni abbiamo realizzato numerose azioni: audizioni parlamentari, accessi agli atti, eventi, pubblicazioni, lettere e conferenze stampa. Eppure, ad oggi, le informazioni essenziali per valutare la portata, l’impatto e le reali intenzioni del Piano Mattei rimangono contraddittorie e spesso inaccessibili.
Alla nostra richiesta di trasparenza, si aggiunge quella delle organizzazioni africane.
A gennaio 2024, prima del lancio dell’iniziativa, abbiamo disseminato una lettera di 80 organizzazioni della società civile africana che esprimevano preoccupazione, chiedendo consultazione e coinvolgimento.
Nonostante ciò, poco o nulla è cambiato.
L’ultima Relazione presentata alle Camere, come denunciato nella memoria depositata da noi di ActionAid, è piena di informazioni sommarie e di omissioni. Dalla lettura di quanto fatto fin qui emergono numerosi dubbi, l’ultimo riguardante il rischio di gravare i paesi africani con un ulteriore debito. Il Piano Mattei infatti finanzia in gran parte i rapporti con i Paesi africani che vi aderiscono fornendo credito. Come emerge dalla nostra analisi, la crisi del debito e quella climatica sono però strettamente legate: i Paesi più colpiti dagli effetti avversi del cambiamento climatico sono spesso anche molto indebitati. Così, le risorse necessarie per le politiche di adattamento e mitigazione vengono destinate al rimborso dei debiti pregressi, alimentando un circolo vizioso che aggrava la crisi climatica.Circolo vizioso già in essere e che questo Piano è destinato ad aggravare.
L’Osservatorio Piano Mattei
Con l’ambizione di rendere più forte la nostra voce e di coinvolgere in questo monitoraggio competenze e voci africane finora ignorate, abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa Osservatorio sul Piano Mattei / Mattei Plan Watch.
Si tratta di una piattaforma – che include 15 realtà della società civile, mondo della ricerca e testate giornalistiche. I promotori sono: ActionAid, Altreconomia, A Sud, Centro Internazionale Crocevia, Cgil, Coalizione Azione Terrae, Fairwatch, Fondazione Finanza Etica, Greenpeace Italia, Nigrizia, ReCommon, Society for International Development (Sid), Transport & Environment Italia, Wwf Italia e Valori.
Il Governo, da quasi tre anni, ci ha abituato ad un lungo racconto di “quanto abbiamo fatto” senza mai raccontarci però cosa è cambiato grazie al Piano.
Oggi, dunque, iniziamo a lavorare insieme per raccogliere, amplificare e portare fin qui la voce della società civile dei paesi africani interessati dal Piano e chiedere insieme trasparenza e partecipazione.
