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25 aprile 2016: il Nepal a un anno dal terremoto

Il 25 aprile 2015 un violento terremoto ha messo in ginocchio il Nepal; 366 giorni dove si è lavorato senza sosta per ricostruire la vita di intere famiglie e comunità.

Sono passati 12 mesi da quel 25 aprile 2015, quando un violento terremoto ha messo in ginocchio il Nepal; 366 giorni dove si è lavorato senza sosta per ricostruire la vita di intere famiglie e comunità.

Lo scorso anno, questo splendido Paese asiatico è stato scosso da due gravi eventi sismici: il primo, il 25 aprile, e il secondo il 12 maggio.

Complessivamente i morti accertati sono stati quasi 9.000 e i feriti 23.000. Secondo le Nazioni Unite la vita di otto milioni di persone, quasi un terzo della popolazione, ha subito le conseguenze del sisma ma l’impatto maggiore ha riguardato 4,2 milioni di persone (di cui 1,7 milioni di bambini) che hanno perso la casa, la scuola, le fonti di reddito. Sono state danneggiati anche circa 30.000 edifici pubblici fra cui 8.304 scuole in 49 distretti e circa 1.000 centri sanitari. Per una popolazione la cui sussistenza è legata alla terra e all’allevamento di pochi capi di bestiame la morte di 514.147 capi di bestiame ha causato gravi perdite alle fonti di reddito famigliari. Complessivamente sono stati coinvolti dal sisma 31 dei 75 distretti del Nepal, 14 di questi in maniera molto grave: Gorkha, Dhading, Nuwakot, Rasuwa, Kathmandu, Bhaktapur, Lalitpur, Kavrepalanchok, Sindhupalchok, Dofakha, Ramechhap, Dolakha, Makwanpur e Sindhuli.

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ActionAid ha iniziato il suo lavoro in Nepal nel 1982 e oggi è presente in 21 distretti. Questa lunga storia e questa profonda conoscenza della situazione locale ci ha permesso, già poche ore dopo le scosse, di intervenire fornendo prima assistenza alle persone. Abbiamo immediatamente donato cibo, coperte, pacchetti speciali per donne e mamme.

Un anno dopo, grazie a tutti voi che ci avete fatto avere i vostri messaggi di solidarietà al popolo nepalese e un aiuto concreto con le vostre donazioni, abbiamo potuto raggiungere quasi 120.000 persone prestando loro diversi livelli di assistenza, in base alle loro necessità: abbiamo aiutato i bambini a ritornare a scuola, abbiamo dato rifugi temporanei e supporto alle famiglie per ripristinare reddito e superare il trauma del terremoto con adeguato supporto psico-sociale.