MUPA
MUPA
Il MUSEO DEL PATRIARCATO
Immagina di camminare in un museo del futuro, in un tempo in cui il patriarcato è ormai solo una pagina di storia. È da qui che nasce il MUPA: un’esposizione che, come un archivio speculativo, mette in scena il presente come se fosse un’epoca lontana. Attraverso opere, reperti e testimonianze, la mostra ci invita a osservare con sguardo critico i comportamenti, le abitudini e le narrazioni che ancora oggi alimentano la violenza maschile sulle donne e sulle soggettività marginalizzate per la propria identità di genere.
Il MUPA ci spinge a interrogarci sul ruolo che giochiamo nel mantenere, trasformare o sfidare le strutture di potere che ci circondano. Guardare il presente come se fosse già passato diventa così un gesto politico e poetico insieme: un modo per immaginare un futuro in cui la violenza di genere e il patriarcato siano davvero solo un ricordo del passato.
Gallery Opening
Gallery: le Opere esposte
Porta a casa un pezzo di MUPA

Approfitta di questa occasione speciale: porta a casa con te un reperto unico scegliendo tra i gadget straordinari realizzati per il MUPA. Un modo originale per conservare il ricordo dell’esperienza e, allo stesso tempo, sostenere concretamente il nostro lavoro in Italia e nel mondo.
Fai arrivare direttamente a casa tua un vero e proprio pezzo di MUPA e contribuisci al nostro intervento contro la violenza di genere.
Vai su regaliperunsogno.actionaid.it e scegli il tuo pezzo di museo.
La ricerca di ActionAid
La nostra ricerca “Perché non accada” evidenzia che la violenza maschile sulle donne è l’esito di diseguaglianze strutturali radicate nella quotidianità. Squilibri nei carichi di cura, paura sui mezzi e negli spazi pubblici, rappresentazioni stereotipate sui media e sessismo negli spazi sportivi: la società patriarcale condiziona libertà, sicurezza e opportunità di partecipazione delle ragazze e delle donne in Italia.
74%
delle donne si occupa da sola delle faccende domestiche
65%
delle giovani ha paura di viaggiare sui mezzi pubblici
1su3
ritiene che esistano “sport da donne” e “sport da uomini”

































