In Italia riguarda oltre 6 milioni di persone, sempre più colpiti i giovani
La povertà alimentare in Italia continua a crescere. Secondo il nostro nuovo approfondimento nel 2024 ha riguardato il 12,7% della popolazione, oltre 6,4 milioni di persone.
Il fenomeno riguarda sempre più persone sopra la soglia di povertà secondo gli indicatori di Istat: nel 2024 sono 4,2 milioni, il doppio di quelle classificate a rischio.
L’aumento delle spese essenziali, dagli affitti alle bollette influenza le scelte delle famiglie: quando una parte maggiore del bilancio serve a coprire questi costi, resta meno margine per il cibo.
Un fenomeno complesso
Questo significa non solo rinunciare a un’alimentazione di qualità, ma anche non poter scegliere con chi condividere un pasto. La povertà alimentare, infatti, non riguarda solo l’accesso al cibo ma anche la dimensione relazionale e sociale.
Per restituire meglio questa complessità, nella nostra analisi prendiamo in considerazione tre indicatori basati sulle statistiche ufficiali: l’indice DAMS che considera le difficoltà materiali e sociali legate al cibo, la FIES che fotografa l’insicurezza alimentare e l’indice di Povertà Alimentare Relativa che confronta la spesa effettiva delle famiglie per i consumi alimentari.
Sempre più rinunce per i giovani
Gli impatti della povertà alimentare si riscontrano sempre di più sui giovani. Nel 2024 circa 430 mila bambini e ragazzi sotto i 16 anni risultano in condizione di deprivazione alimentare materiale e/o sociale. Si tratta di circa il 5,6% del campione di riferimento, quasi uno ogni 18.
L’aumento riguarda specialmente i bambini e le bambine dai 6 agli 11 anni. In questa fascia, la deprivazione materiale è passata dal 2% al 2,8% mentre quella sociale, che comprende anche la possibilità di invitare amici a casa per giocare o mangiare insieme, è salita dal 3,8% al 6,8%.
La rinuncia non riguarda solamente il cibo, ma occasioni di relazione importanti per la crescita.
Una difficoltà che riguarda tutto il Paese
La povertà alimentare si sta diffondendo anche nelle aree geografiche ad oggi meno interessate.
Sebbene il Sud e le isole restino i più colpiti, nel 2024 il fenomeno aumenta anche al Nord, dove la quota è passata dal 7,6% all’11,2%. In un anno, le persone coinvolte sono state circa 884 mila in più.
Servono risposte che durino nel tempo
Per noi garantire il diritto al cibo significa permettere a ogni persona di accedere a un’alimentazione adeguata e di scegliere cosa, come e con chi mangiare.
Per fare questo gli aiuti alimentari e le misure temporanee non bastano: servono interventi continuativi che agiscano sul reddito, sulla stabilità del lavoro, sull’accesso alla casa e sui servizi per le famiglie, con particolare attenzione ai minori.
Questo significa anche migliorare gli strumenti con cui osserviamo e misuriamo il fenomeno, per riconoscere le difficoltà che i dati rischiano di lasciare in ombra.
“I numeri della povertà alimentare in Italia a partire dalle statistiche ufficiali”
Scarica il documento di sintesi