ActionAid: “Non è questa l’Europa che vogliamo! Facciamo sentire le nostre voci per fermare gli accordi commerciali con Israele”
L’organizzazione umanitaria chiede di “votare” e di mettere la firma sulla Petizione per chiedere all’Unione Europea la sospensione degli accordi commerciali con Israele e in favore della popolazione palestinese a Gaza e in Cisgiordania
In vista della finale dell’Eurovision, ActionAid richiama l’attenzione sulla situazione della popolazione palestinese a Gaza e nella Cisgiordania occupata e denuncia il doppio standard nelle grandi manifestazioni culturali internazionali. Eurovision è uno degli eventi culturali più seguiti in Europa: ogni anno porta sullo stesso palco Paesi, lingue, culture e pubblici diversi. Proprio per questa dimensione pubblica e simbolica, non può essere considerato estraneo al contesto in cui si svolge.
“Il punto non è la manifestazione in sé. Il punto sono le vite, i diritti, la libertà, la dignità delle persone, incluso il popolo palestinese. La finale rappresenta un’occasione per interrogarsi su quale idea di Europa vogliamo sostenere: un’Europa che afferma di difendere pace, diritti, convivenza e rispetto del diritto internazionale deve essere coerente anche quando è più difficile farlo. Non si può celebrare un’Europa dei diritti restando in silenzio davanti alla loro violazione. Possiamo agire e votare mettendo una firma che chiede di sospendere all’Europa gli accordi commerciali con Israele” dichiarano Katia Scannavini e Lorenzo Eusepi, Co Segretari generali ActionAid.
Il rischio, oggi, è che la crisi a Gaza venga progressivamente normalizzata e che distruzione, fame, sfollamenti, morte di donne, uomini, bambine e bambini e negazione dei diritti vengano percepiti come una condizione permanente. La situazione nella Striscia resta drammatica: 2,1 milioni di persone sono confinate in meno di metà del territorio. Alloggi di fortuna, sovraffollamento e difficoltà di accesso all’acqua pulita hanno favorito la diffusione di roditori e parassiti, contribuendo alla diffusione di malattie e alla contaminazione del cibo, già scarso.
Dal 2007 ActionAid nei Territori Palestinesi Occupati lavora con partner locali, in particolare organizzazioni guidate da donne e giovani. A Gaza siamo impegnati per rispondere ai bisogni immediati della popolazione distribuendo beni essenziali come cibo, acqua, vestiario, materiali isolanti per le tende, kit igienici e materiali sanitari. L’organizzazione promuove spazi sicuri per donne e bambini, fornisce assistenza psicologica, sostiene attività di protezione dalla violenza di genere e programmi di rafforzamento delle organizzazioni locali. È necessario ogni supporto per continuare questo lavoro e dare solidarietà concreta. Sul nostro sito è possibile donare e conoscere le prossime azioni a sostegno della popolazione palestinese www.actionaid.it/palestina-silenzio-non-opzione.
L’aiuto umanitario, infatti, non è sufficiente senza una risposta politica. Per questo ActionAid chiede all’Unione Europea e ai suoi Stati membri di utilizzare ogni leva diplomatica, politica, legale ed economica per garantire responsabilità rispetto alle violazioni del diritto internazionale, inclusa la sospensione degli accordi commerciali con Israele.
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