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ActionAid: oltre 2,4 milioni di euro per Via Corelli nel 2025

Costi di gestione +76,1% rispetto al 2024

I nuovi dati della piattaforma Trattenuti di ActionAid e Università di Bari

Nel 2025 il CPR di via Corelli a Milano ha registrato 721 ingressi e 316 rimpatri: meno di 44 rimpatri ogni 100 ingressi. Rispetto al 2024 gli ingressi aumentano del 9,9% e i rimpatri del 24,9%. Nel 2025 si rimpatria il 43,8% di chi vi fa ingresso (il 38,6% nel 2024). La capienza effettiva a fine anno cresce da 48 a 72 posti (+50%), mentre la spesa per la sola gestione passa da 1,20 a 2,11 milioni di euro (+76,1%).

È quanto emerge dall’aggiornamento al 31 dicembre 2025 della piattaforma open data Trattenuti e da Espulsioni. Un’analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025, il nuovo rapporto realizzato da ActionAid Italia e dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. L’analisi si basa sui dati ottenuti, non senza fatica, da Ministeri, Prefetture e Questure e ricostruisce funzionamento, costi ed esiti del sistema.

Nel 2025 la spesa per gestione e manutenzioni di Corelli ammonta a 2.421.220,32 euro: 2.112.187,12 per la gestione, 69.027,91 per la manutenzione ordinaria e 240.005,29 per quella straordinaria. Il totale diminuisce del 36,5% rispetto al 2024, quando le sole manutenzioni straordinarie assorbivano 2,54 milioni di euro. Rapportando gestione e manutenzioni ai 316 rimpatri, la spesa detentiva è di circa 7.660 euro per singolo rimpatrio, contro circa 15.070 nel 2024. Dal 2020 al 2025 il centro è costato almeno 10,66 milioni di euro per queste voci, senza considerare i costi accessori. A livello nazionale, la spesa per il sistema detentivo, in Italia e Albania, è di 28,68 milioni nel 2025 e di almeno 217,1 milioni tra il 2018 e il 2025.

Il rapporto rimpatri/ingressi di Milano è superiore al dato nazionale. Nel 2025, a fronte di 6.835 ingressi nei CPR, i rimpatri dai centri sono 1.732, pari al 25,3%. I rimpatri forzati complessivi sono 4.784, ma 3.052, il 63,8%, vengono eseguiti fuori dai CPR. Rispetto al 2022 gli ingressi nei centri aumentano del 5,9%, mentre i rimpatri dai CPR diminuiscono del 45,1%. Nello stesso periodo i rimpatri forzati complessivi crescono del 22,2%.

«Quanta sofferenza deve ancora produrre il Cpr di via Corelli perché si decida di chiuderlo? Qui si spendono milioni per rinchiudere persone in una struttura segnata da autolesionismo, tentativi di suicidio e condizioni degradanti. Nel 2026 ci sono finiti persino dei minori. La deterrenza si ottiene chiudendo le persone in un luogo di terrore e degrado? Quanta sofferenza deve ancora produrre questo sistema? Il CPR di Milano, così come gli altri, deve essere chiuso: la responsabilità politica di questi luoghi non può essere scaricata sulle persone che vi sono rinchiuse» afferma Fabrizio Coresi, esperto di migrazioni per ActionAid.

A Corelli le uscite per mancata convalida o proroga del trattenimento sono 76, il 10,5% degli ingressi, contro 70 nel 2024 (+8,6%). Dei 316 rimpatri, 196 avvengono con voli charter, 93 con scorta e 27 senza scorta. La crescita dei rimpatri si concentra sui cittadini egiziani, che passano da 49 a 144; quelli di cittadini tunisini scendono da 91 a 53. I richiedenti asilo trattenuti nel 2025 sono 180, il 25,0% degli ingressi, contro il 40,1% nazionale: 48 lo erano già all’ingresso e 132 hanno presentato domanda nel centro. Le persone provenienti dal carcere sono 105, il 14,6% degli ingressi, contro il 16,2% nazionale.

«L’aumento dei rimpatri a Milano non cancella la questione della necessità e della proporzionalità della detenzione. Privare una persona della libertà non può diventare una risposta automatica alla sua condizione amministrativa: occorre dimostrare, caso per caso, che il trattenimento sia necessario e che non siano praticabili misure meno restrittive. La detenzione amministrativa e il suo costo umano non possono essere trattati come elementi inevitabili della politica di rimpatrio» afferma Giuseppe Campesi, professore all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e responsabile scientifico di Trattenuti.

Al costo economico si aggiunge quello umano. Nel 2025 la Prefettura ha effettuato due visite ispettive nella struttura, gestita dalla cooperativa Ekene, con 11.286,95 euro di penali. I verbali segnalano piccioni, umidità, carenze nei registri e nelle attività e, a settembre 2025, carne cruda e fredda. Nella visita del 10 luglio 2025 il Garante nazionale ha rilevato muffe e servizi igienici privi di porte nei moduli più vecchi. Nel 2026 le criticità proseguono: durante l’ispezione del 10 aprile la delegazione di Cecilia Strada e di consiglieri regionali e locali ha riscontrato 22 eventi critici registrati dall’inizio dell’anno. La visita del 6 agosto ne ha rilevati 17 nei trenta giorni precedenti, tra tentativi di suicidio, autolesionismo e ingestione di sostanze o corpi estranei. Nell’aprile 2026, dopo le segnalazioni della rete “Mai più lager – No ai CPR”, è stata accertata la minore età di almeno quattro ragazzi trattenuti, poi trasferiti in strutture di accoglienza.

A seguito del lancio di questo Report, Richard Gere ha deciso di schierarsi al fianco di ActionAid con un video appello: «La migrazione può essere gestita senza condizioni disumane, senza indebolire il diritto di chiedere asilo e senza trattare i diritti umani come ostacoli». L’invito conclusivo è: «Siamo tutti migranti. Difendiamo la nostra comune umanità finché siamo ancora in tempo». Il video in HD, con e senza sottotitoli in italiano, è disponibile insieme ai materiali sul rapporto.

 


Per informazioni Ufficio Stampa ActionAid:
Paola Amicucci +39.3457549218 – [email protected]