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Actionaid: quasi 4 milioni di euro per i Cpr di Bari e Brindisi

In un anno ingressi +50,6%, rimpatri dai Cpr pugliesi −19,0% (solo 171 su 1077 ingressi, il 15,9%) e spesa +46,7%. 

I nuovi dati del rapporto Espulsioni e della piattaforma Trattenuti di ActionAid e Università di Bari. 

Nel 2025 i CPR di Bari-Palese e Brindisi-Restinco hanno registrato 1.077 ingressi e 171 rimpatri: nel 2025 sono eseguiti dai CPR pugliesi meno di 16 rimpatri ogni 100 ingressi. Rispetto al 2024 gli ingressi aumentano del 50,6% (da 715 a 1.077), mentre i rimpatri diminuiscono del 19,0% (da 211 a 171). Il rapporto rimpatri/ingressi scende così dal 29,5% al 15,9%. La spesa per gestione e manutenzioni sale da 2,68 a 3,93 milioni di euro (+46,7%), a fronte di una capienza effettiva a fine anno invariata: 138 posti complessivi.

È quanto emerge dall’aggiornamento al 31 dicembre 2025 della piattaforma open data Trattenuti e da Espulsioni. Un’analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025, il nuovo rapporto realizzato da ActionAid Italia e dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. L’analisi si basa sui dati ottenuti, non senza fatica, da Ministeri, Prefetture e Questure e ricostruisce funzionamento, costi ed esiti del sistema.

Quasi quattro milioni di euro in un anno. Per Bari la spesa documentata nel 2025 è di 2.429.163,15 euro: 1.912.473,84 per la gestione, 93.096,19 per la manutenzione ordinaria e 423.593,12 per quella straordinaria. Per Brindisi è di 1.505.120,63 euro: 1.280.090,63 per la gestione, 157.030,00 per la manutenzione ordinaria e 68.000,00 per quella straordinaria. La sola gestione dei due centri costa complessivamente 3,19 milioni, il 90,0% in più rispetto al 2024. Rapportando gestione e manutenzioni ai 171 rimpatri, la spesa detentiva è di 23.000 euro per ogni rimpatrio (ben oltre il dato nazionale di circa 16.560 euro a rimpatrio). La crescita dei costi si inserisce in una tendenza nazionale: tra il 2018 e il 2025 la spesa per il sistema detentivo ammonta ad almeno 217,1 milioni e il solo triennio 2023-2025 concentra il 66,2% di tale spesa complessiva.

Il quadro nazionale conferma lo scarto tra detenzione e rimpatri. Nel 2025, a fronte di 6.835 ingressi nei CPR, i rimpatri dai centri sono 1.732, pari al 25,3%. Dei 4.784 rimpatri forzati complessivi, 3.052 – il 63,8%, quasi due su tre – avvengono senza precedente passaggio in un CPR. Rispetto al 2022 i rimpatri dai centri diminuiscono del 45,1%, mentre quelli forzati complessivi aumentano del 22,2%.

«A Bari e Brindisi aumentano gli ingressi, diminuiscono i rimpatri e si spendono quasi quattro milioni di euro per rinchiudere le persone. Intanto questi luoghi sono segnati da autolesionismo, tentativi di suicidio e morte. I dati delle stesse amministrazioni smentiscono che servano a rimpatriare, ma l’investimento è costantemente in crescita. Continuare a finanziare questo sistema significa assumersi la responsabilità politica della sofferenza che produce. Quanta sofferenza e quanto orrore devono ancora subire le persone perché si decida di chiudere questi centri?» afferma Fabrizio Coresi, esperto di migrazioni per ActionAid.

A Bari-Palese solo 117 rimpatri su 782 ingressi, il 15,0%. Nel 2024 erano 129 su 542, il 23,8%. In un anno gli ingressi crescono del 44,3% e i rimpatri diminuiscono del 9,3%. Le uscite per mancata convalida o proroga del trattenimento da parte dell’autorità giudiziaria sono 38, il 4,9% degli ingressi, contro le 254 del 2024. Alla fine del 2025 i posti effettivamente disponibili sono 90, a fronte di 126 ufficiali. A Brindisi-Restinco sono 54 i rimpatri su 295 ingressi, il 18,3%. Nel 2024 erano 82 su 173, il 47,4%. Gli ingressi aumentano del 70,5% e i rimpatri calano del 34,1%. Crescono invece le uscite per mancata convalida o proroga: da 5 a 117, pari nel 2025 al 39,7% degli ingressi.

Nei due centri 245 ingressi provengono dal carcere, il 22,7%, contro il 16,2% nazionale: 165 a Bari (21,1%) e 80 a Brindisi (27,1%). Sono già richiedenti asilo al momento dell’ingresso 392 persone a Bari, il 50,1% degli ingressi, e 50 a Brindisi, il 16,9%.

«In Puglia la domanda sulla necessità e sulla proporzionalità della detenzione amministrativa non è più eludibile. Bari e Brindisi sono diventati la piattaforma logistica dei trasferimenti da e per i centri albanesi: si viene trattenuti, imbarcati, riportati indietro e di nuovo trattenuti, in un circuito che risponde a esigenze organizzative e politiche, non alla necessità di eseguire un rimpatrio. I numeri lo confermano: in un anno gli ingressi crescono di oltre il 50% e i rimpatri calano, al punto che meno di una persona su sei viene effettivamente rimpatriata. La privazione della libertà personale non può diventare uno strumento di gestione logistica: se non serve a rimpatriare, quella detenzione non ha giustificazione» afferma Giuseppe Campesi, professore all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e responsabile scientifico del rapporto.

Al costo economico si aggiunge quello umano. Nella notte tra 1 e 2 maggio 2025 è morto nel CPR di Brindisi Abel Okubor, cittadino nigeriano di 37 anni; la Procura ha aperto un’inchiesta sulle cause del decesso. L’11 febbraio 2026 è morto nel CPR di Bari Simo Said, cittadino marocchino di 25 anni. Trattenuti ricostruisce inoltre numerosi atti di autolesionismo, tentativi di suicidio e proteste. A Bari il Garante nazionale, nel rapporto sulla visita del dicembre 2024, ha rilevato rischi per il diritto alla salute, soprattutto delle persone vulnerabili, ma le condizioni nel 2025 non paiono essere sostanzialmente diverse: i controlli prefettizi segnalano carenze igieniche e nelle attività a Bari, muffa e carenze nelle ore di assistenza sociale e psicologica a Brindisi.

A seguito del lancio di questo Report, Richard Gere ha deciso di schierarsi al fianco di ActionAid con un video appello: «La migrazione può essere gestita senza condizioni disumane, senza indebolire il diritto di chiedere asilo e senza trattare i diritti umani come ostacoli». L’invito conclusivo è: «Siamo tutti migranti. Difendiamo la nostra comune umanità finché siamo ancora in tempo». Il video in HD, con e senza sottotitoli in italiano, è disponibile insieme ai materiali sul rapporto.

 
Per informazioni Ufficio Stampa ActionAid:
Paola Amicucci +39.3457549218 – [email protected]