“Il lavoro dovrebbe essere fonte di realizzazione, non di frustrazione e precarietà”
Giovani, diritti negati e futuro sospeso
In Italia, in alcuni territori in particolare, essere giovani non significa avere più opportunità. Al contrario, per molti vuol dire fare i conti con un futuro incerto, segnato dalla mancanza di lavoro, di tutele e di reali possibilità di scelta. È quello che accade a Genova e in altre aree della Liguria, dove il fenomeno dello shrinkage, la progressiva riduzione delle opportunità economiche e sociali, colpisce soprattutto le nuove generazioni.
Le storie di Anna ed Elena partono da qui: due giovani donne, due studentesse, due percorsi interrotti non per mancanza di impegno, ma per assenza di opportunità.
Anna: perdere la fiducia nel domani
Anna ha investito tempo ed energie nella formazione, come le è sempre stato consigliato di fare. Studiare, prepararsi, acquisire competenze: la promessa era quella di un futuro più stabile. Ma una volta terminato il percorso di studi, quella promessa si è rivelata fragile.
A Genova, le occasioni di lavoro per i giovani sono poche, spesso precarie e prive di tutele.
I contratti non arrivano, o durano troppo poco per permettere di progettare il futuro. Anna si ritrova così sospesa: non abbastanza “occupata” per costruire autonomia, non abbastanza tutelata per sentirsi al sicuro.
Elena: quando le opportunità si restringono
Anche Elena terminato il suo percorso di studi è convinta di potersi realizzare e costruire la propria carriera professionale. Ma il contesto in cui vive racconta un’altra storia. Il lavoro per i giovani, quando esiste, è frammentato, instabile, spesso non riconosciuto.
Nel tempo, le possibilità si riducono invece di aumentare. Elena sperimenta cosa significa vivere in un territorio dove le prospettive diminuiscono e l’unica alternativa sembra essere andare via o restare intrappolati in una lunga attesa.
Rimettere al centro i diritti delle nuove generazioni
Come Elena e Anna, tanti giovani in Italia escono dai percorsi di formazione e finiscono ai margini del mercato del lavoro, entrando nella condizione di NEET. Secondo i dati più aggiornati, è un fenomeno che interessa 1 giovane su 4 in Italia, con un’incidenza maggiore sulle donne.
L’iniziativa Yes! Youth Empowered Against Shrinkage, finanziata attraverso il nostro progetto The Care, ha l’obiettivo di promuovere la partecipazione dei giovani e la difesa dei loro diritti. In particolare, il progetto ha coinvolto diversi ragazzi e ragazze – tra cui anche Elena e Anna – in attività di sensibilizzazione e di advocacy, accompagnandoli nello sviluppo di proposte concrete da sottoporre al Consiglio regionale della Liguria.
La partecipazione alle attività del progetto ha permesso ad Anna ed Elena di comprendere che le loro esperienze non erano casi isolati, ma parte di una condizione condivisa. Questa consapevolezza ha trasformato paure e incertezze in una domanda collettiva di cambiamento.
Questo è ciò che per noi significa contrastare le diseguaglianze: riconoscere i propri diritti e pretendere che siano garantiti a tutte e tutti.
Essere NEET non è una scelta individuale, ma il risultato di precise responsabilità politiche: solo rimettendo i giovani al centro delle politiche pubbliche è possibile costruire percorsi di inclusione, partecipazione e futuro.
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