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Cinque pratiche per città e spazi femministi | ActionAid

Cinque pratiche per città e spazi femministi

La nostra visione alla Biennale di Venezia ospiti del collettivo RebelArchitette

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Spazi pubblici femministi

Che caratteristiche dovrebbe avere una città femminista?

La risposta è nelle illustrazioni di Rita Petruccioli in mostra alla Biennale di Architettura di Venezia, dove siamo ospiti del Collettivo Rebel Architette al Padiglione Italia, visitabile fino al 21 novembre.

L’installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy”, racconta cinque pratiche che propongono visioni innovative del potere, delle relazioni e delle comunità, costruendo spazi di partecipazione, inclusione e cittadinanza attiva.

Programma Cambia Terra (Arco Ionico), Karmadonne (Carmagnola), Lucha y Siesta (Roma), Trame di quartiere (Catania) e Ri-make (Milano) sono le realtà raccontate dalle protagoniste, accomunate dalla capacità di realizzare alternative femministe del vivere e di (ri)costruire le città.

Le illustrazioni ripercorrono la sfida alle cause strutturali delle diseguaglianze che da anni portiamo avanti insieme ad organizzazioni e partner sul territorio.

Al centro la nostra visione femminista che parte da un’attenta lettura delle intersezioni delle diverse forme di oppressione che colpiscono le persone, soprattutto le donne, con l’obbiettivo di costruire comunità inclusive e rispettose delle diversità.

 

Cambia terra (Arco ionico)

Braccianti invisibili protagoniste del cambiamento

Cambia terra  è il programma con cui promuoviamo il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle donne impiegate in agricoltura in Puglia, Basilicata e Calabria. È un’azione trasformativa dei modelli di sviluppo delle comunità agricole e rurali.

Favorisce la rappresentanza e il protagonismo delle donne impiegate in agricoltura – italiane e straniere – per costruire alternative che migliorino il loro accesso ai servizi pubblici, attraverso la collaborazione con enti del terzo settore, sindacati, imprese e istituzioni.

Rende visibili e lotta contro le discriminazioni multiple, le disuguaglianze di genere e le forme di violenza subita dalle donne impiegate in agricoltura cercando di influenzare l’agenda politica e costruendo alleanze e reti multistakeholder.

Cambia Terra è una alternativa femminista perché adotta uno sguardo intersezionale per analizzare una problematica sociale non considerata dalle politiche sociali e di settore e contribuisce a dare voce e rappresentanza a donne, largamente invisibili nella sfera pubblica.

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Karmadonne, Carmagnola  

Siamo un gruppo di donne che amano sognare

Karmadonne è un’associazione che fa della cittadinanza attiva il metodo per realizzare idee, progetti e istanze di tante donne italiane e migranti con un sogno comune: mettere insieme le differenze, fonderle e dar vita a una comunità multiculturale e solidale

Casa Frisco, sede dell’associazione, è uno spazio aperto, di incontro e scambio, che offre accoglienza a chi vive un periodo di difficoltà. 

È un housing sociale che si sostiene grazie alla partecipazione alle spese delle ospiti, la collaborazione dei servizi sociali territoriali e il progetto di accoglienza straordinaria diffusa per richiedenti asilo della Prefettura di Torino. A Casa Frisco sono disponibili supporto sociale, psicologico, infermieristico di base, una mensa popolare, una sartoria sociale, laboratori di aggregazione e percorsi di inserimento lavorativo e abitativo.

Karmadonne è un laboratorio sperimentale di una realtà locale multietnica e solidale, con forte connotazione femminile, un’esperienza unica sul territorio, a partire dal Consiglio Direttivo composto da 900 socie e soci provenienti da tre continenti diversi.

Le donne sono le protagoniste dell’associazione, che animano giorno dopo giorno con attività che valorizzano le storie e le competenze di ciascuna. 

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Casa delle Donne Lucha y Siesta (Roma)

Siamo il contrario della solitudine

L’8 marzo 2008, a Roma, un gruppo di donne ha liberato e restituito alla comunità un edificio di proprietà di Atac, l’azienda del trasporto pubblico locale, abbandonato da tempo e abitato solo da topi e piccioni.

Nasce così la Casa delle Donne Lucha y Siesta, un progetto ibrido che include casa rifugio, casa di semiautonomia e centro antiviolenza, che ad oggi ha accolto oltre 150 donne, spesso con minori a carico, e ne ha sostenute più di 1200.

È caratterizzata da una grande capacità di attivare, catalizzare e mettere in rete persone, gruppi, associazioni. 

Quando l’immobile è stato messo in vendita da Atac, Lucha ha dato vita al Comitato “Lucha alla città” e a una campagna di crowdfunding che, in pochissimo tempo, ha unito molti singoli e realtà per far sì che la Casa continui ad esistere.

Lucha y Siesta è un’alternativa femminista perché è un punto di riferimento per l’autodeterminazione delle donne e per la lotta a ogni forma di violenza di genere.

Sfida le dinamiche dominanti di potere, anche nella gestione della cosa pubblica, proponendo un percorso partecipato di confronto sulla destinazione d’uso dello spazio per dar vita a un nuovo modello di bene comune aperto e transfemminista.

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Trame di Quartiere (Catania) 

Stiamo dalla parte di tutte le voci che non sono mai state ascoltate 

Trame di Quartiere (TdQ) nasce nel 2015 a Catania e opera nel quartiere storico di San Berillo, dove sperimenta pratiche di innovazione culturale e rigenerazione urbana attraverso progetti di riuso degli spazi e di riattivazione sociale di chi li abita. È un’associazione eterogena che riunisce abitanti, ricercatrici, ricercatori e personale volontario. 

Noto per secoli come rione popolare, povero e malfamato, negli anni ‘50 San Berillo è oggetto di un’operazione speculativa che ne smembra il tessuto urbano e sociale, passando alla storia come “lo sventramento di S. Berillo”. Larga parte del quartiere viene demolita per fare spazio a palazzi moderni, e i proprietari degli immobili espropriati vengono trasferiti nel quartiere periferico di Nesima, favorendo il sorgere di nuovi problemi sociali. L’area sopravvissuta alla demolizione è divenuta nel tempo rifugio per le persone “invisibili” ed escluse della città: migranti, sex workers, senza fissa dimora. 

Nel 2017 TdQ ha recuperato Palazzo De Gaetani, un immobile storico abbandonato nel cuore del quartiere, trasformandolo in un luogo pubblico di incontro e di aggregazione.

I laboratori di teatro sociale e di video-documentazione hanno permesso, infatti, di raccogliere, elaborare e raccontare in chiave performativa e audiovisiva le storie legate al quartiere. 

Trame di Quartiere è una alternativa femminista perché valorizza e ricerca la diversità, sfida gli squilibri di potere, dà voce e rappresentanza alle persone.

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Ri-Make (Milano)

Per noi la cura è un atto collettivo

Ri-Make  è uno “Spazio di Riappropriazione Sociale, Autogestione e Mutuo Soccorso Conflittuale”.

Nasce nel 2014 tra Affori e Bruzzano, un’area della periferia milanese caratterizzata da marginalità, disagio sociale, bassa scolarità, carenza di servizi pubblici e di offerte culturali. Tra i servizi offerti, “Non sei sola, non sei solo” è lo sportello che offre consulenza per problemi di lavoro, di reddito o di casa, servizi di babysitteraggio solidale e consegna della spesa a domicilio. Si tratta di attività interamente gratuite che, durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, sono state l’unico supporto per molte persone in difficoltà della zona. Con lo scoppio della pandemia Ri-Make ha aggiunto nuove attività come la spesa solidale, la distribuzione di tablet e pc, la compilazione dei moduli per i buoni spesa del Comune.  

Ri-Make è una alternativa femminista perché attua una lettura attenta, consapevole e collettiva degli squilibri di potere, rendendo evidenti le problematiche sentite e subite da chi vive in quartieri periferici per poi provare a costruire strumenti comuni di risposta.  

Rimette al centro la cura come atto collettivo, in contrapposizione alla visione dominante fondata sul lavoro di cura non pagato o sottopagato, considerato marginale e delegato per lo più alle donne.

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