Sedici giorni di cammino nell’Appennino Centrale
Quattordici tappe, oltre 250 chilometri e decine di incontri con chi continua a vivere questi territori, a dieci anni dal terremoto del 2016. Il Cammino nelle Terre Mutate da Fabriano all’Aquila ha coinvolto 50 persone in un’esperienza collettiva che noi di ActionAid abbiamo scelto di condividere perché ricostruire significa, prima di tutto, camminare accanto alle comunità e immaginare insieme occasioni di confronto.
Camminare per tenere insieme memoria e futuro
La Carovana nelle Terre Mutate nasce da una storia di solidarietà, partecipazione e impegno civile che attraversa oltre dieci anni di cammini. Va ben oltre un trekking collettivo.
Le sue radici affondano nella Lunga Marcia per L’Aquila, promossa nel 2012 da Movimento Tellurico dopo il terremoto del 2009. Un gesto di solidarietà e una forma di mobilitazione civile: Mentre la ricostruzione procedeva lentamente e il dibattito pubblico sembrava allontanarsi dai territori colpiti, un gruppo di camminatrici e camminatori decise di attraversare a piedi quei luoghi per riportare l’attenzione sulle persone che continuavano ad abitarli.
Negli anni successivi la marcia si è trasformata, costruendo una rete sempre più ampia . Dopo le scosse che tra il 2016 e il 2017 hanno devastato l’Appennino centrale, quell’esperienza è diventata un cammino permanente capace di unire i territori feriti dal sisma e raccontarne la vita quotidiana.
È così che nasce il Cammino nelle Terre Mutate, un itinerario escursionistico che collega Fabriano a l’Aquila attraversando i Monti Sibillini e il Gran Sasso e Monti della Laga, toccando decine di comunità che convivono ancora oggi con le conseguenze dei terremoti. Un percorso che può essere definito il primo itinerario escursionistico solidale d’Italia: un invito a conoscere persone e territori e a comprendere quanto la bellezza dei paesaggi si intrecci ancora ai segni della distruzione.
Il Cammino è cresciuto grazie al lavoro condiviso di Movimento Tellurico, FederTrek, APE Roma e di decine di realtà locali. Nel 2024 questo percorso ha trovato una nuova casa con la nascita dell’Associazione Cammino nelle Terre Mutate, nata da un lungo processo di ascolto e confronto con le comunità e con l’obiettivo di affidare sempre più la cura e il futuro del Cammino a chi questi territori li attraversa e li abita.
È dentro questa storia che si inserisce la Carovana nelle Terre Mutate 2026. Per sedici giorni, dal 10 al 25 luglio, centinaia di persone hanno percorso insieme le quattordici tappe del Cammino, trasformando ogni giornata in un’occasione di incontro con le comunità attraversate.

Ogni tappa un incontro, ogni incontro una comunità
La Carovana ha attraversato Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, fermandosi ogni giorno in un paese diverso. Ogni tappa è diventata l’occasione per incontrare amministrazioni comunali, associazioni, università agrarie, produttori, cooperative, ricercatori e ricercatrici, comitati civici e cittadine e cittadini.
Le serate si sono trasformate in momenti di dialogo per raccontare esperienze di ricostruzione, custodire la memoria dei luoghi e interrogarsi sul loro futuro. Si è parlato di agricoltura, servizi, turismo lento, aree interne, patrimonio culturale e nuove opportunità di sviluppo.
Perché ActionAid ha scelto di camminare insieme
È proprio in questa idea di ricostruzione che noi di ActionAid abbiamo riconosciuto una profonda affinità con il Cammino nelle Terre Mutate.
Dal terremoto del 2016 siamo presenti nell’Appennino centrale accanto alle comunità, promuovendo percorsi di partecipazione, monitoraggio civico e ricostruzione sociale. Questa esperienza ci ha insegnato che ricostruire non significa soltanto riaprire cantieri o completare edifici, ma creare le condizioni perché le persone possano continuare a vivere questi territori, partecipare alle decisioni che li riguardano e avere accesso a informazioni trasparenti.
Per questo, nel decennale del sisma, abbiamo scelto di affiancare la Carovana condividendone lo sguardo: l’approccio che mette al centro le persone, costruisce relazioni e riconosce che la ricostruzione è, prima di tutto, un processo collettivo.
Il senso profondo della Carovana è proprio creare connessioni autentiche e costruire nuove alleanze tra chi ogni giorno si prende cura delle Terre Mutate.

Arquata del Tronto: la ricostruzione vista dai territori
Il 18 luglio, in occasione della tappa ad Arquata del Tronto, uno dei tre più colpiti dalla sequenza sismica del 2026 insieme ad Accumoli e Amatrice, abbiamo facilitato un confronto tra il Coordinamento dei Comitati dei terremotati e le associazioni nate dopo il sisma del 2016. L’incontro ha permesso di fare un bilancio di dieci anni di impegno civico, valorizzando il ruolo dei comitati e individuando le principali sfide ancora aperte per una ricostruzione più trasparente, partecipata ed efficace.
Nel tardo pomeriggio il confronto si è aperto alla cittadinanza con l’incontro pubblico “Dieci anni dopo: la ricostruzione vista dai territori”, promosso insieme ad Arquata Potest . Diritto all’informazione e partecipazione delle persone sono emersi come una parte essenziale del processo di rinascita dei territori.
Ad Accumoli il cammino continua
Altra tappa per noi importante è stata ad Accumoli, dove da anni lavoriamo con l’amministrazione comunale e le associazioni del territorio. Attraverso un percorso di coprogettazione sono nate iniziative concrete per rispondere ai bisogni della comunità, tra cui il servizio di trasporto sociale e sanitario rivolto alle persone che vivono nelle Soluzioni Abitative di Emergenza (S.A.E.), pensato per facilitare l’accesso ai servizi essenziali e rafforzare il welfare di comunità.
L’incontro con abitanti, associazioni, amministrazione comunale e Università Agrarie è stato un’ulteriore occasione per confrontarsi e valorizzare il lavoro di chi ogni giorno costruisce risposte concrete alle necessità delle persone.

Il cammino prosegue…
La Carovana si è conclusa il 25 luglio a L’Aquila, città simbolo da cui, nel 2012, prese avvio il percorso che avrebbe poi dato origine al Cammino nelle Terre Mutate.
L’ultima tappa, da Collebrincioni alla Basilica di Collemaggio, ha riunito camminatori e camminatrici insieme alle tante realtà che in questi anni hanno contribuito a trasformare L’Aquila attraverso percorsi di partecipazione, inclusione sociale, cultura e rigenerazione urbana. Nel pomeriggio una passeggiata ha accompagnato i partecipanti alla scoperta dell’area di Collemaggio, dell’ex Ospedale Psichiatrico e dell’Orto Botanico, luoghi che raccontano una ricostruzione non solo materiale, ma anche sociale della città. La giornata si è conclusa con la presentazione in anteprima nazionale del fumetto Il paese senza sentieri. Viaggio nelle Terre Mutate di Valerio Barchi.
Quello dell’Aquila è stato un arrivo, ma non una conclusione. In sedici giorni di cammino, la Carovana ha mostrato che, a dieci anni dal terremoto del Centro Italia, esiste una rete viva che continua a custodire questi territori e a costruirne il futuro. Ha ricordato che la ricostruzione non riguarda soltanto edifici e infrastrutture, ma anche diritti, relazioni, partecipazione e possibilità di restare.
Ci portiamo a casa un messaggio importante: non abbiamo attraversato territori feriti, ma comunità vive che continuano a immaginare un futuro per le Terre Mutate. Non mancheremo di stare al loro fianco anche in futuro.