Reportage a Cox’s Bazar
Progetto Happiness a Cox’s Bazar
Dietro a ogni numero c’è una storia di resistenza. Resta al loro fianco.
Le storie dei Rohingya in Bangladesh
A Cox’s Bazar, in Bangladesh, oltre un milione di persone Rohingya vive in campi sovraffollati, dopo anni di persecuzioni, violenze e fuga dal Myanmar.
È in questo contesto che nasce il nuovo reportage realizzato in collaborazione con Progetto Happiness: il racconto ripercorre la storia dei Rohingya non solo attraverso i numeri della crisi, ma attraverso i volti e le voci di chi continua a cercare sicurezza e dignità per sé e per la propria famiglia.
Un reportage da Cox’s Bazar
Con Giuseppe Bertuccio D’Angelo, reporter di Progetto Happiness, siamo entrati Cox’s Bazar, che ospita una delle più grandi crisi di rifugiati al mondo: oltre 1 milione e centomila persone Rohingya, secondo i dati UNHCR, vivono in 33 campi per sfollati.
La fase iniziale dell’emergenza è finita da tempo, ma per chi vive nei campi non esiste ancora una soluzione strutturale, e la popolazione resta sospesa in attesa di un futuro più stabile.
Perché parlare dei Rohingya
Nel mondo, milioni di persone sono costrette a lasciare la propria casa a causa di guerre, povertà, fame e persecuzioni. Dietro la parola “rifugiati” e i numeri enormi del fenomeno ci sono storie individuali, volti, esperienze. Bambine e bambini che vedono la loro infanzia negata, cresciuti lontani dal luogo in cui sono nati, senza sicurezza e tutela.
I Rohingya sono una minoranza etnica musulmana originaria dello Stato di Rakhine, nel nord-ovest dell’attuale Myanmar. La loro lingua e cultura affonda le radici nella storia di quell’area, precedente alla definizione dei confini moderni del Paese.


Eppure sono stati progressivamente esclusi dal riconoscimento politico e sociale. Dopo l’indipendenza della Birmania dal Regno Unito, nel 1948, il nuovo governo non li riconobbe come cittadini. Nel 1982 poi una nuova legge sulla cittadinanza li escluse dalle etnie ufficialmente riconosciute, rendendo di fatto apolide un’intera popolazione.
Nel 2017, una nuova ondata di violenze nello Stato di Rakhine costrinse oltre 730.000 Rohingya a fuggire verso il Bangladesh.
È allora che molti di loro sono arrivati a Cox’s Bazar e si sono stabiliti negli attuali campi per sfollati.
Oggi il ritorno in Myanmar resta impossibile senza garanzie di sicurezza, dignità e pieno riconoscimento della cittadinanza.
Il nostro intervento nei campi per sfollati di Cox’s Bazar
Noi di ActionAid lavoriamo in Bangladesh da oltre 40 anni con un approccio basato sui diritti umani.
Con il nostro intervento stiamo raggiungendo oltre 900 mila persone della comunità Rohingya e delle comunità ospitanti.
Dietro a ogni numero c’è una storia di resistenza. Resta al loro fianco.
Alcuni dei nostri interventi nei campi:
- 56 spazi polinfunzionali, alcuni dedicati a centri di formazione per giovani, altri in funzione come spazi sicuri per donne e ragazze.
- Attività di prevenzione dei rischi e sensibilizzazione su incendi ed emergenze.
- Attività sportive per adolescenti e giovani.
- Servizi di protezione e contrasto alla violenza sulle donne, tra cui: supporto psicosociale, orientamento ai servizi sanitari e legali, percorsi di leadership e autonomia per le donne.
- Formazione e mentoring per i giovani.

Il nostro obiettivo è sostenere le persone più vulnerabili, focalizzandoci su bambine e bambini, giovani, donne, aiutandoli a sviluppare resilienza, competenze, accedere ai servizi disponibili e migliorare la propria sicurezza alimentare.
Sostieni le comunità Rohingya
La crisi Rohingya non è finita. A Cox’s Bazar, bambini, bambine, giovani, donne e famiglie continuano a vivere in una condizione di incertezza, dipendendo da servizi essenziali per protezione, salute, sicurezza e dignità.
Dietro a ogni numero c’è una storia di resistenza. Resta al loro fianco.










