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MYANMAR | ActionAid

MYANMAR

ASIA ORIENTALE

Un paese, con tantissime sfide ancora da affrontare.

Collocato tra il subcontinente indiano e la Cina, il Myanmar è stato un Paese inaccessibile al mondo e governato da un duro regime militare fino al 2010, anno delle prime elezioni democratiche. Nonostante negli ultimi anni la morsa del regime si sia allentata, ancora oggi il percorso verso una piena democrazia è lungo e tortuoso.

Infatti, secondo l’osservatorio Freedom House, i cittadini non godono ancora di pieni diritti in campo politico e civile: la libertà di espressione nei luoghi pubblici, come ad esempio le università, è molto bassa e i dibattiti privati e la libertà di espressione sul web è sotto stretta sorveglianza pubblica. Il traffico di essere umani, il lavoro minorile e forzato e il reclutamento di bambini soldato rappresentano un fenomeno persistente ed endemico, da estirpare.

Il Global Gender Gap Index 2018 colloca il Myanmar solo all’88° posto rivelando profonde differenze di genere sul tema della partecipazione economica. Inoltre, le violenze domestiche e gli stupri rappresentano un serio problema che non si riesce a risolvere anche a causa di leggi deboli e inefficaci.

In Myanmar, ancora oggi il 10,6% della popolazione vive in condizioni di forte malnutrizione ed esiste una elevata mortalità infantile, pari al 48% dei nati sotto il 5 anni di età


Rohingya

Crisi umanitaria

Negli ultimi 2 anni il Paese vive una forte crisi umanitaria legata alla minoranza etnica dei Rohingya, che a partire dall’agosto del 2017 è stata costretta ad emigrare, soprattutto nel vicino Bangladesh, a causa delle ripetute violenze subite dalla maggioranza buddista nello Stato Rakhine, nel nord del Paese. Si stima che oltre 740.000 persone siano dovute fuggire dal Myanmar per trovare rifugio negli Stati limitrofi. Solo nella cittadina di Cox Bazar, in Bangladesh, ad oggi vivono 933.000 profughi rohingya.


IL NOSTRO LAVORO IN MYANMAR

  • Progetti realizzati: 15 di cui 3 finanziati direttamente da ActionAid Italia
  • Bambini birmani sostenuti a distanza: 2.033 da donatori italiani
  • Persone raggiunte grazie alle attività sul campo: 33 mila di cui 19mila donne e 14 mila uomini

Siamo impegnati a realizzare progetti per accrescere il coinvolgimento dei cittadini nella vita pubblica e per domandare più accountability e servizi migliori. Il raggiungimento di questo obiettivo richiede un lungo e costante impegno vista l’eredità palpabile che la lunga dittatura militare ha lasciato all’interno del sistema.

In questo contesto, tra le attività che abbiamo realizzato sul campo, insieme alle comunità locali, c’è stata quella di creare il “Libro dei cittadini”, uno strumento per accrescere l’accesso dei cittadini alle informazioni sui servizi pubblici e per facilitare il lavoro degli ufficiali governativi. Grazie a questa attività di promozione dell’accountability locale, nel 2018, in soli 4 giorni, 1600 persone hanno ricevuto la loro carta identità. Avere la carta d'identità garantisce alle persone libertà di movimento, libertà di acquistare delle proprietà e molto altro. 

Nel 2018 abbiamo lavorato a stretto contatto con diverse istituzioni pubbliche, anche per influenzare la legge sulla protezione e la prevenzione della violenza di genere e per sensibilizzare sulla protezione delle donne e delle ragazze. Sul tema abbiamo organizzato anche diverse attività di formazione.

(Fonti)

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