🍪 Policy

Questo sito utilizza cookie tecnici per migliorare la tua navigazione e cookie di analisi statistica di terze parti. I cookie di analisi possono essere trattati per fini non tecnici da terze parti.

Se accetti di navigare in questo sito, acconsenti all’uso di tutti i cookie e, in particolare, per permetterci di usare cookie di profilazione per aggiornarti sulle nostre attività in maniera personalizzata.

Se vuoi saperne di più Clicca qui.

PALESTINA | ActionAid

PALESTINA

MEDIO ORIENTE

Un Paese in preda alle disuguaglianze economiche e all’instabilità.

Nel giugno 1967 Israele ha occupato la Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est, aree conosciute oggi come Territori Palestinesi Occupati. L’occupazione è stata condannata dalla comunità internazionale ed è stato chiesto a Israele il ritiro da quelle zone, ma dopo mezzo secolo la Palestina è ancora occupata e frammentata in aree separate.

L’economia palestinese è fortemente legata agli effetti dell’occupazione Israeliana dunque caratterizzata da forti restrizioni di accesso e di movimento e soggetta ad una politica di continua incertezza. Secondo il report dell’UNCTAD sull’assistenza ai palestinesi, se i territori occupati palestinesi fossero liberi dalle restrizioni imposte da Israele, potrebbero accrescere il proprio GDP fino al 10% in più. Nel 2017 invece il prodotto interno lordo è cresciuto solo del 3%.

Inoltre, negli anni Israele ha messo in piedi una serie di controlli (check points, blocchi stradali, barriere) che rappresentano un ulteriore ostacolo alla crescita dell’economia palestinese e anche a causa di ciò le importazioni nei territori occupati hanno un costo elevatissimo, 3 volte superiore rispetto a quello delle importazioni israeliane. Anche i prezzi delle esportazioni sono due volte più elevati.

La popolazione palestinese soffre di persistente disoccupazione e quasi il 30% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, anche a causa dell’impossibilità di poter sfruttare le proprie risorse naturali e umane. Nel 2017, la disoccupazione si attestava intorno al 27,4 %. Secondo l’ILO, la Palestina ha il più alto livello di disoccupazione al mondo.

Inoltre, l’accesso al mercato del lavoro è limitato ai giovani e alle donne: l’80,7% delle donne è fuori dal mercato del lavoro -uno dei tassi più bassi al livello globale- rispetto al 28,4 % degli uomini.


IL NOSTRO LAVORO IN PALESTINA

  • Progetti realizzati: 10 di cui 3 sono finanziati direttamente da ActionAid Italia
  • Bambini sostenuti a distanza: 135 da donatori italiani
  • Persone raggiunte: 3.145 di cui 2.115 donne e 1030 uomini

Lavoriamo in Palestina dal 2007, operando a stretto contatto con le comunità più vulnerabili e in particolare su giovani e sulle donne gravemente colpite dalla situazione politica.

Una parte fondamentale del nostro lavoro è quella di potenziare la consapevolezza legata ai diritti sociali, culturali ed economici delle donne attraverso l’organizzazione di Women’s Group e di mobilitarle rispetto ai problemi quotidiani delle comunità, anche attraverso attività di advocacy.

Asma membro di uno dei Women’s Group, che vive nel villaggio di Hatta, ci racconta come lavoriamo sul territorio:
Il progetto di ActionAid “ha cambiato totalmente le nostre vite. Prima le donne non mettevano bocca sui problemi quotidiani della comunità mentre grazie alla partecipazione al Women’s Group siamo diventate più consapevoli dei nostri diritti e doveri e ora discutiamo tutte insieme di importanti tematiche. È cambiata anche la nostra libertà di movimento. Prima le donne non si muovevano mai dal villaggio senza che un uomo le accompagnasse, ora ci muoviamo in autonomia.

Asma condivide orgogliosamente i successi raggiunti grazie al lavoro del Women’s Group e quindi all’impegno di un gruppo di donne e ricorda la prima attività di advocacy verso il Ministro della Salute: “Andammo tutte insieme al Ministero della Salute per chiedere di migliorare la gestione dei rifiuti solidi nel nostro villaggio. I funzionari ci hanno ascoltato attentamente, l'incontro mi è sembrato utile tanto che abbiamo ottenuto un ottimo risultato. Questo incontro ci ha dato il coraggio di continuare ad impegnarci.”

(Fonti)

Segui il cambiamento
Lasciaci la tua email