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Mutilazioni genitali femminili in Africa, ma non solo.

Questa pratica sopravvive in molti Paesi del continente. E condanna per sempre le donne che la subiscono.

Le forme che la violenza sulle donne nel mondo può assumere sono diverse: sessuale, fisica, psicologica. In alcuni Paesi, determinate forme di violenza sono culturalmente accettate dalle singole comunità. Ed è quanto accade con le mutilazioni genitali femminili in Africa.

  • Duecento milioni. Più di duecento milioni di bambine e donne tuttora in vita hanno subito le FGM (female genital mutilations) in trenta paesi in Africa, il Medio Oriente e in Asia.
  • Regioni e migranti. Le mutilazioni genitali sono più comuni nelle regioni occidentali, orientali e nordorientali dell’Africa. Inoltre, i migranti provenienti da tali aree continuano a perpetrare la pratica: quindi, a conti fatti, le FGM sono un problema globale.
  • Preservare la “purezza” della donna. La vera motivazione delle FGM non è ancora stata accertata. Si pensa, comunque, che si tratti di un sistema per preservare la verginità prima del matrimonio e la fedeltà coniugale.
  • Comunità e pressione sociale. Nelle comunità dove le FGM sono socialmente accettate, le motivazioni per perpetrare tale pratica sono anche altre, come la pressione sociale a conformarsi a ciò che anche altri hanno fatto, il bisogno di essere socialmente accettati, la paura di essere rifiutati dalla comunità.
  • I 10 Paesi. Questi sono i dieci Paesi dell’Africa dove il problema delle mutilazioni genitali famminili è più grave: Somalia, 98%; Guinea, 97%; Gibuti, 93%; Sierra Leone, 90%; Mali, 89%; Egitto, 87%; Sudan, 87%; Eritrea, 83%; Burkina Faso, 76%; Gambia, 75%. I numeri in corrispondenza dei singoli Paesi indicano la percentuale di donne e ragazze di età compresa tra i 15 e i 49 anni che hanno subito le FGM.
  • Bambine o poco più. In Gambia e in Mauritania, rispettivamente, il 56 per cento e il 54 per cento delle bambine fino ai 14 anni di età ha subito le mutilazioni genitali femminili. Anche in Guinea, in Eritrea e in Sudan, le percentuali sono molto alte.
  • Conseguenze. Le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili sono diverse. Una più grave dell’altra: rapporti sessuali difficoltosi o molto dolorosi; possibili cistiti, ritenzione urinaria, infezioni vaginali; problemi e complicanze durante il parto. Nei casi estremi, si arriva alla morte della donna.

In Africa, così come nel resto del mondo, le mutilazioni genitali femminili sono radicate nelle culture delle comunità che le praticano. Per tale motivo, per debellare le FGM bisogna agire proprio a livello culturale, con iniziative d’informazione e sensibilizzazione, fornendo assistenza psicologica a chi ha dovuto subire e parlando con chi giustifica o esegue le mutilazioni per far capire loro quanto siano disumane.

ActionAid lotta contro le mutilazioni genitali femminili non solo in Africa, ma anche in Europa con il progetto After. I risultati attesi del progetto sono una maggiore capacità per ragazze e donne migranti di rifiutare tali pratiche, grazie anche all’avvenuta conoscenza dei propri diritti e in generale una maggiore conoscenza del tema da parte di cittadini e governanti europei.

 

DATI: Who | Unicef