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“Non mi volto”, la nuova campagna contro le MGF

Mutilazioni genitali femminili: una virtual reality per scoprire come combatterle.

Entrare nei panni di Leila, una bambina che sta per subire mutilazioni genitali femminili (MGF) e scoprire come poter fermare questa pratica fortemente lesiva dei diritti delle donne: è l’esperienza di realtà virtuale con cui sabato 5 maggio abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi “Non mi volto” per invitare ad adottare a distanza le bambine che vivono in Etiopia, Tanzania, Gambia, Ghana, Kenya e Nigeria, paesi del mondo in cui le MGF vengono ancora praticate.

In Piazza Gae Aulenti a Milano è stata allestita una capanna all’interno della quale i presenti hanno potuto ascoltare la storia di Leila, “vivendo” con lei i momenti che precedono la realizzazione della pratica e scegliendo poi di poter cambiare il suo futuro e quello di tante giovani donne.

Hanno preso parte all’iniziativa, provando l’esperienza di realtà virtuale in prima persona: la regista Maria Sole Tognazzi, il Direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera, l’attrice Giulia Bevilacqua, l’Assessore Politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino e Beatrice Costa, Responsabile del Dipartimento Programmi di ActionAid Italia.

Il merito di ActionAid è di lavorare a tutto campo sul tema della violenza nei confronti delle donne. Il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili nei confronti delle giovani donne è assolutamente inaccettabile. Per questo motivo, non possiamo volgere la testa dall’altra parte e dobbiamo sentirci personalmente coinvolti da questo tema, impegnandoci affinché venga messa la parola fine a questa pratica”, ha dichiarato Alberto Barbera.

“Quello che ActionAid fa è la cosa più importante del mondo: informare le persone. Perché attraverso l’informazione, partendo dalle scuole, si può forse ancora oggi cambiare cose che è impensabile che esistano. Il nome di questa campagna Non mi volto è il più adatto: non voltatevi, divulgate e fate conoscere questa problematica per fare in modo che si possa fare qualcosa anche da qui”, ha aggiunto Maria Sole Tognazzi.

“L’esperienza che si vive in questa capanna è molto più forte di quello che si prova solo attraverso le parole. Si percepisce la paura e l’inconsapevolezza delle bambine che non sanno neanche bene cosa subiranno. L’opera di ActionAid è fondamentale per informare le persone che non conoscono questa pratica, diffusa anche nelle comunità migranti che vivono in Italia.  Invito tutti a non voltarsi e a fare questa esperienza”, ha dichiarato Giulia Bevilacqua.

La storia della mutilazione e quindi della violazione del corpo e dei diritti della donna chiama in causa l’impegno globale per accogliere, aiutare e sostenere in ogni luogo del mondo le persone più fragili. Milano in questi anni ha scelto di misurarsi col tema, anche se non porta consenso. Abbiamo pensato come amministrazione comunale di non farci condizionare dalla logica della convenienza, ma di farci guidare dai principi in cui crediamo. La città, l’amministrazione comunale, il terzo settore, il mondo della chiesa e della cittadinanza attiva, dal 18 ottobre 2013 a oggi, hanno dato un tetto e assistenza a oltre 127mila persone che sono passate a Milano. Tante di loro sono donne e oltre 25mila bambine e bambini. Dietro questi numeri ci sono storie di persone in carne e ossa. Dobbiamo schierarci e stare dalla parte delle persone più fragili concretamente, non solo a parole”, ha aggiunto Pierfrancesco Majorino.

“In molti paesi la pratica delle mutilazioni è stata definita illegale, ma gli interventi di tipo normativo, pur  fondamentali, non bastano. Serve un lavoro di prevenzione e accompagnamento delle comunità e di sfida ad alcune convinzioni, svolto secondo una logica non stigmatizzante ma cercando di costruire ponti di vicinanza. Grazie all’adozione a distanza lavoriamo ad ampio spettro su attività educative, formative e di empowerment, per superare pratiche che ancora oggi impediscono alle donne di essere libere. Occorre fare un passo concreto per non voltarsi e decidere di sostenere la sfida di ActionAid”, ha concluso Beatrice Costa.

Ancora oggi almeno 200 milioni di donne e bambine subiscono mutilazioni genitali femminili in 30 paesi del mondo.  Di queste, circa 44 milioni sono bambine e adolescenti con meno di 14 anni. Le zone più interessate da questo fenomeno sono l’Africa sub-sahariana, alcune parti del Medioriente e dell’Asia. Sebbene molti Stati abbiano varato leggi nazionali che vietano la pratica e dal 2008 oltre 15mila comunità abbiano dichiarato di averla accantonata, l'attuale tasso di abbandono delle mutilazioni genitali femminili non è abbastanza elevato da controbilanciare la crescita della popolazione, con il rischio che i casi assoluti di MGF possano aumentare nei prossimi anni (dati UNICEF).

#NONMIVOLTO.
SCEGLI ANCHE TU DI NON VOLTARTI.