Coltivare il futuro nel territorio in cui si è scelto di restare
Restare in un territorio colpito da un terremoto non significa soltanto continuare ad abitarlo. Significa immaginare nuove possibilità, prendersi cura di ciò che rischia di essere abbandonato e contribuire ogni giorno a mantenere viva una comunità.
È quello che hanno scelto di fare Julia e le sue sorelle Azzurra e Fiamma a Roccasalli, piccola frazione di Accumoli duramente colpita dai terremoti del 2016 e del 2017.
Subito dopo il sisma, invece di lasciare il territorio, le tre sorelle hanno recuperato alcuni terreni montani abbandonati. Da questa decisione è nata l’azienda agricola Ubi Maior. Negli anni, questa scelta è diventata anche un progetto di vita: prima Fiamma, a soli 21 anni, poi Julia e infine Azzurra hanno deciso di trasferirsi a Roccasalli con le loro famiglie.
Ripartire dalla terra
Avviare un’impresa agricola in un’area interna e ferita dal terremoto non è stato semplice. I terreni, rimasti incolti per molti anni, dovevano essere recuperati e lavorati. L’altitudine, gli inverni lunghi e il suolo richiedevano inoltre una coltivazione capace di adattarsi alle caratteristiche della montagna.
Julia, Azzurra e Fiamma hanno scelto lo zafferano: una pianta preziosa e resistente, ma che richiede anche tempo, pazienza e un lavoro quasi interamente manuale.
“I fiori vengono raccolti al mattino molto presto e si estraggono i pistilli uno ad uno”, racconta Julia: un processo lento, che restituisce valore non soltanto al prodotto, ma anche alla terra da cui nasce.
Lo zafferano di Ubi Maior ha ottenuto la classificazione ISO 3632 di prima categoria, il livello qualitativo più elevato. Ma il risultato più importante non si misura soltanto nella qualità del raccolto.
Il valore di questa esperienza va oltre il prodotto: attraverso il loro lavoro, Julia, Azzurra e Fiamma hanno trasformato dei terreni abbandonati in un’attività capace di generare nuove opportunità per il territorio.
Restare è una scelta che costruisce futuro
In luoghi dove le opportunità di lavoro e i servizi si riducono, restare può diventare una scelta difficile, soprattutto per le persone più giovani e per le donne.
Esperienze come quella di Julia mostrano però che dalla cura del territorio possono nascere nuove possibilità: attività economiche sostenibili, relazioni, collaborazioni e occasioni per far conoscere ciò che le comunità locali sanno produrre.
La nascita di un’impresa non risolve da sola le fragilità di un territorio, ma può contribuire a interrompere l’abbandono e a restituire fiducia.
In questo senso, non è soltanto una decisione individuale. È un modo per partecipare alla vita della propria comunità e per affermare che anche nei territori più piccoli deve essere possibile costruire il proprio futuro.

Il nostro impegno nell’Appennino centrale
Noi di ActionAid siamo presenti nei territori del Centro Italia colpiti dai terremoti fin dai primi giorni dell’emergenza. In questi anni abbiamo scelto di restare e di lavorare al fianco di associazioni, scuole, giovani, donne, amministrazioni locali e reti territoriali.
A dieci anni dal sisma, il nostro impegno prosegue anche attraverso il sostegno al Cammino nelle Terre Mutate: un itinerario che attraversa l’Appennino centrale mette in relazione paesaggi, persone e storie e permette di conoscere da vicino chi ha scelto di non lasciare questi luoghi.
Anche chi non può percorrere fisicamente il Cammino può scegliere di essere al fianco delle comunità locali, sostenendone le attività. Lo zafferano coltivato da Julia, Azzurra e Fiamma, insieme agli altri prodotti selezionati, rappresentano il lavoro di chi continua a custodire questi territori e a mantenerli vivi.