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Costruire futuro insieme 

“Quando è iniziata la guerra in Ucraina ho dovuto lasciare tutto: casa, lavoro, certezze, una parte della mia identità. Partire non è stato solo un trasferimento geografico, ma uno strappo emotivo profondo.” 

Svitlana è originaria di Kherson. È arrivata a Napoli alla fine di marzo 2022 con le sue due figlie, poche settimane dopo l’inizio del conflitto. 

“In Ucraina ho conseguito due lauree” racconta. “Ho sempre creduto nell’istruzione come strumento di crescita e di libertà. Studiare mi ha permesso di costruire una carriera professionale solida e di sperimentare percorsi diversi: ho lavorato presso il Ministero dell’Interno nella regione di Kherson, poi in radio come conduttrice e infine come insegnante di inglese.” 

Con l’inizio della guerra, tutto si è incrinato. “L’arrivo in Italia è stato complesso. Ho provato tanta gratitudine per il modo in cui sono stata accolta, ma anche tanta paura e incertezza. Una delle difficoltà più grandi è stata mantenere salda la fiducia nel mio valore professionale.” 

La sua testimonianza racconta una realtà che riguarda molte persone e che fa parte di un problema più ampio. Il lavoro e le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori con background migratorio sono una risorsa fondamentale per l’economia del nostro Paese. Eppure, questo contributo spesso non viene riconosciuto né valorizzato. Molte di queste persone sono impiegate in settori occupazionali a bassa tutela, con contratti precari e salari bassi, in cui il destino lavorativo è segnato dalla propria nazionalità. 

Molte persone rifugiate, nei loro Paesi di origine, hanno maturato esperienze professionali di elevata qualificazione, ma solo una parte riesce a ricoprire posizioni coerenti con le proprie competenze.  In assenza di adeguati meccanismi di orientamento, riconoscimento e valorizzazione, il rischio concreto è che le loro capacità e professionalità restino invisibili. 

“ActionAid ha avuto un ruolo fondamentale nella ricostruzione del mio percorso”, racconta Svitlana. 

Attraverso il progetto SWEETIE ha ricevuto orientamento e supporto per comprendere come valorizzare le sue competenze. 

“Non è stato solo un supporto informativo, ma un punto di riferimento. Attraverso consulenze e orientamento ho potuto comprendere meglio quali passi compiere, quali opportunità esistessero, a chi rivolgermi. A volte non serve che qualcuno risolva i problemi al posto tuo: serve sapere che non sei sola. Questo sostegno mi ha aiutata a non fermarmi e a non chiudermi nella paura, ma a continuare a costruire.” 

Proprio attraverso il polo territoriale di ascolto e orientamento di ActionAid, Svitlana entra in contatto con Lesiia, arrivata da Kyiv dopo l’inizio del conflitto.  

Molto le accomuna: anche Lesiia ha tre lauree, un lungo percorso nelle istituzioni statali ucraine e un’esperienza imprenditoriale avviata durante la maternità. Anche lei si è rivolta allo Sportello per il riconoscimento dei titoli e delle qualifiche conseguite all’estero. 

Oggi Svitlana e Lesiia frequentano l’ITS Academy BACT nel percorso Art & Digital Artifact, studiano arte digitale e visual storytelling. Ma non si fermano alla formazione individuale: insieme hanno fondato CreaVita. 

“Ho scelto non solo di adattarmi, ma di crescere”, racconta Svitlana “CreaVita è uno spazio culturale e educativo per bambini e famiglie. Attraverso arte, teatro, creatività e tecnologie digitali costruiamo comunità, sostegno e nuove opportunità.” 

Svitlana non si è solamente inserita in un nuovo contesto, ma – con il supporto dello sportello di ActionAid – ha scelto di generare valore per la comunità. Restituire, creare legami, offrire stabilità ai bambini e alle famiglie che hanno vissuto la frattura della guerra. 

“Non sto costruendo una nuova vita solo per me stessa, la sto costruendo anche per loro.” dice Svitlana parlando delle figlie e delle famiglie che incontra con CreaVita “Nei momenti più difficili ripenso sempre alle parole di mio nonno. Diceva: “Non c’è nulla di impossibile per una persona con intelligenza.” Questa frase mi accompagna da sempre. La ripeto alle mie figlie, è la nostra forza silenziosa. Non voglio definirmi per ciò che ho perso, ma per ciò che sto creando.” 

Con il progetto SWEETIE, finanziato dall’Unione Europea, lavoriamo per rafforzare l’accesso ai servizi pubblici e accompagnare le donne rifugiate provenienti dall’Ucraina nel riconoscimento delle qualifiche, nell’inserimento lavorativo e nella costruzione di reti territoriali di sostegno. Il progetto è sviluppato in Italia – in particolare in Puglia, Calabria e Campania – Grecia e Polonia. 

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Il progetto SWEETIE è co-finanziato dall’Unione Europea – European Social Fund Agency, Social Innovation Initiative.  Le opinioni e i punti di vista espressi sono tuttavia esclusivamente quelli dell’autore/degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione europea o dell’Agenzia del Fondo Sociale Europeo. Né l’Unione europea né l’Autorità finanziatrice possono essere ritenute responsabili per tali contenuti. 

 Photocredit: Olena Lytvynenko @olena.artphoto.it

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