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Donne e bambini a Gaza hanno diritto a una vita dignitosa

“Mi rifiuto di arrendermi. Pianterò semi di speranza per affrontare il futuro” 

Prima dell’inizio dell’assedio israeliano, Taghreed viveva a Gaza e lavorava come direttrice di due scuole per l’infanzia. Accanto al suo lavoro aveva costruito anche piccoli progetti imprenditoriali: una boutique per il noleggio di abiti da festa per bimbe e bimbi e una gelateria, che gestiva insieme alla sua famiglia. 

La sua vita, racconta, “non era facile, ma era più semplice”. Aveva un lavoro che amava, due piccole imprese da portare avanti e sogni da coltivare. Poi è cambiato tutto. 

Costretta a lasciare la sua casa, Taghreed ha raggiunto il campo profughi di Khan Younis, dove ora vive in una tenda con la sua famiglia. 

Per Taghreed, perdere il lavoro non ha significato solo perdere un reddito. È stata una ferita profonda, personale. Il lavoro, per lei, era identità, autonomia, possibilità di scegliere. Era anche il modo in cui contribuiva alla sua comunità e alla crescita delle bambine e dei bambini di cui si prendeva cura. 

“L’impatto è stato sia economico sia psicologico. È stato estremamente difficile per me. Mi è sembrato di perdere una parte essenziale della mia vita” e prosegue “Abbiamo vissuto giorni durissimi, temendo per la nostra vita e per quella dei nostri figli. Ma ancora oggi abbiamo paura: i bombardamenti sono meno frequenti ma non si sono fermati. Gli spari improvvisi costringono le famiglie a gettarsi a terra, in cerca di protezione.” 

Oggi la quotidianità di Taghreed è segnata dalla paura e dalla mancanza di ciò che dovrebbe essere garantito a ogni persona: acqua, cibo, sicurezza, accesso alla salute e all’istruzione. 

A Khan Younis l’acqua è scarsa, il cibo non basta, il denaro manca e gli aiuti arrivano in modo insufficiente. Ogni giornata richiede nuove energie per affrontare bisogni sempre più difficili da soddisfare 

Per Taghreed, sono le bambine e i bambini a pagare il prezzo più alto. Da quasi tre anni, racconta, molti non hanno accesso a una vera istruzione. La scuola, la salute, la sicurezza e la possibilità di vivere un’infanzia normale sono state interrotte. 

Come madre, Taghreed pensa soprattutto al futuro dei suoi figli. Vorrebbe per loro ciò che ogni bambina e ogni bambino dovrebbe avere: protezione, scuola, cure, stabilità, una comunità in cui crescere senza paura. 

Taghreed una signora palestinese sta preparando da mangiare in un campo di tende e cartoni
Photocredit: Wattan Media Network/ActionAid

Nel percorso di Taghreed, il supporto ricevuto dal nostro partner Wefaq è stato un punto di svolta: “ho conosciuto l’associazione Wefaq e il loro team”, racconta, “mi hanno dato supporto psicologico e sostegno economico. Questo mi ha dato una forte spinta per continuare a sperare. Mi rifiuto di arrendermi. Voglio piantare semi di speranza per affrontare il futuro.” 

Per Taghreed, quel sostegno è stato un modo per ritrovare forza, fiducia e possibilità di scegliere. In una quotidianità segnata dalla perdita e dalla paura, ha rappresentato un appiglio concreto per continuare a guardare avanti. 

“Continuo a sperare in un domani migliore per il nostro popolo, per le donne e per i bambini. Vogliamo solo vivere una vita dignitosa, come tante persone nel mondo.” 

In Palestina, Libano, Siria e Giordania, lavoriamo insieme a organizzazioni locali e a realtà guidate da donne e giovani, perché il sostegno arrivi dove serve e risponda ai bisogni reali delle comunità. L’obiettivo è garantire aiuti essenziali, supporto psicologico, percorsi di autonomia economica e spazi sicuri, soprattutto per chi vive in condizioni di maggiore vulnerabilità. 

Aiutare le comunità a resistere all’emergenza è fondamentale, ma non basta a restituire loro futuro. Per questo, accanto alla risposta umanitaria, continuiamo a chiedere diritti, giustizia e responsabilità politica. Perché nessuna comunità può davvero ricostruire ciò che ha perso senza protezione, dignità e il rispetto del diritto internazionale. 

Scopri di più sul nostro lavoro in Medio Oriente

Photocredit: Wattan Media Network/ActionAid

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