Annalisa, Valeria e Domiziana raccontano il lavoro sul campo
A dieci anni dai terremoti del 2016 e del 2017, tre nostre colleghe ci raccontano il lavoro quotidiano nei territori del Centro Italia. Le loro testimonianze restituiscono il senso di una presenza che, dall’intervento nei primi giorni dell’emergenza, continua ancora oggi a stare accanto alle persone e alle comunità.
Perché ricostruire per noi ha un doppio significato: serve una ricostruzione materiale, che assume un valore particolarmente importante quando si tratta di strutture pubbliche come scuole, municipi, ospedali, ma serve anche una ricostruzione sociale. Le persone devono avere accesso ai servizi, potersi muovere, studiare, lavorare, prendersi cura dei propri figli, ritrovare relazioni e costruire nuove possibilità. Devono soprattutto essere messe in grado di costruire un presente e immaginare un futuro in quei luoghi. È su questi aspetti che noi di ActionAid lavoriamo ogni giorno, insieme alle realtà locali, alle comunità, alle persone.
Nel tempo abbiamo quindi promosso spazi di ascolto, percorsi educativi e psicosociali, interventi di prossimità e attività per rafforzare il welfare di comunità. Oggi questo impegno prosegue attraverso R.E.T.I. – Riattivazione, Empowerment, Territorio, Innovazione e LOOP, nelle aree del Lazio e delle Marche.
Per conoscere il nostro lavoro nel Centro Italia, visita la pagina dedicata ai dieci anni dal sisma.
In questo articolo ti raccontiamo i progetti sul territorio attraverso le parole delle nostre operatrici sul campo.

ANNALISA: un presidio vicino alle persone
Annalisa Trapani lavora con noi dal 2021 come operatrice di prossimità. Ad Amatrice e Accumoliaffianca gli e le assistenti sociali negli sportelli di segretariato sociale e aiuta le persone a orientarsi tra pratiche, servizi e opportunità.
«Il nostro ruolo è dare una mano agli utenti che arrivano: c’è una parte burocratica, ma anche una parte di collegamento, di rete e di orientamento verso altre associazioni e altri progetti», racconta.

Le richieste riguardano soprattutto persone anziane e comprendono assegni di cura, invalidità, trasporti e misure di sostegno. Amatrice conta 69 frazioni e in molti luoghi l’autobus passa soltanto due volte al giorno. Per questo, il lavoro di prossimità significa anche raggiungere le persone, aiutarle a compilare una pratica, individuare un servizio o attivare una risposta.
«Il nostro intervento va da un aiuto pratico a un sostegno anche morale», spiega Annalisa. «Ognuna di noi ha formazioni e contatti diversi, e questo ci permette di allargare la rete e trovare risposte più adatte ai bisogni delle persone».
Un lavoro che sostiene anche gli stessi servizi del territorio, spesso sottoposti a una forte pressione. «Gli assistenti sociali hanno una quantità enorme di richieste. Quando possiamo, li aiutiamo nella gestione quotidiana, dalla preparazione dei pacchi alimentari al contatto con le persone e all’organizzazione delle attività».
Dalle necessità alle opportunità
Tra le situazioni più complesse c’è quella legata all’abitare. Le soluzioni abitative emergenziali continuano ad essere una risposta importante per molte famiglie, mentre la ricostruzione delle abitazioni procede lentamente e gli affitti sono sempre più costosi e difficili da trovare.
«Tante volte le famiglie ci chiedono come fare per non essere sfrattate: le lettere arrivano continuamente», dice Annalisa. In questo contesto, il nostro lavoro consiste anche nell’ascoltare, orientare e accompagnare le persone verso le risorse e i servizi disponibili. Ci sono infatti alcune frazioni dove nuclei familiari che avevano ottenuto le SAE in assegnazione se le sono poi viste richiedere indietro per nuovi criteri stabiliti dalle amministrazioni. Questo ha creato situazioni di complessità e amplia il rischio di spopolamento di aree dove la quotidianità è ancora molto difficile.
Lo sportello, inoltre, ci permette di intercettare giovani in condizione di maggiore vulnerabilità, da supportare individualmente. Attraverso il progetto LOOP infatti sosteniamo inoltre ragazze e ragazzi tra i 16 e i 35 anni, aiutandoli a costruire percorsi personalizzati di formazione, lavoro e autonomia.
VALERIA: l’autonomia cresce passo dopo passo

Valeria Cardarelli è operatrice di prossimità dal 2025. Segue le persone nei territori di Amatrice, Accumoli e Borbona e ha accompagnato, nell’ambito di LOOP, una giovane donna che è riuscita a superare l’esame teorico della patente.
«È un risultato concreto, ma soprattutto è un passo nel percorso di costruzione dell’autonomia, della capacità di scelta e dell’autodeterminazione», racconta.
Per Valeria, nelle aree interne l’accesso alle opportunità più essenziali resta spesso difficile. «Le aree interne sono diventate un po’ le periferie d’Italia», osserva, riferendosi alla scarsità di servizi, trasporti e occasioni.
Ad Amatrice, ad esempio, “la ludoteca è infatti l’unico spazio 0/3 presente. Risulta quindi fondamentale per la conciliazione di carichi di cura genitoriali e aspirazioni personali. Affidare i figli ad uno spazio educativo significa per le donne poter studiare, lavorare, ricostruendo una socialità oltre il ruolo di madre”. «Le donne che abbiamo assistito nell’inserimento dei figli in ludoteca volevano intraprendere percorsi di riattivazione lavorativa, ma anche avere uno spazio personale nel quale ricostruire una socialità», spiega Valeria. «Attraverso il percorso siamo riuscite a sostenere la frequenza della ludoteca per i figli e le figlie».
Una ricostruzione fatta di legami
Le storie di Annalisa, Domiziana e Valeria mostrano come, in questi dieci anni, abbiamo continuato a lavorare per una ricostruzione fatta di servizi, relazioni, diritti e possibilità.
«La prima cosa che devi mettere a disposizione di una comunità sono i presidi di prossimità basilari per poter sopravvivere», ricorda Annalisa.
E Valeria aggiunge: «Il concetto di ricostruzione richiede molto di più di quattro mura».
Per questo continuiamo a esserci: per accompagnare le persone e le comunità nel presente e contribuire, insieme a loro, a costruire il futuro del Centro Italia.
DOMINIZIANA: ogni percorso parte dalla persona
Domiziana Acciarri lavora con noi dal 2024 come case manager di LOOP.
Opera tra Amatrice e i comuni del cratere sismico marchigiano, accompagnando giovani che vivono situazioni di vulnerabilità.
«LOOP è un accompagnamento molto individualizzato e personalizzato, che mette al centro quello che la persona vuole fare», racconta.

Il progetto mette in relazione giovani, servizi e opportunità e lavora sugli obiettivi di ciascuna persona. Le “Borse di autodeterminazione”, un supporto economico individuale per superare gli ostacoli all’attivazione personale, possono sostenere la patente, l’acquisto di libri, un centro estivo, un servizio educativo o la mensa scolastica.
«Il bello delle Borse di autodeterminazione è che possiamo destinare i fondi in base alla necessità della persona, qui e ora», aggiunge Domiziana. «Riusciamo così a integrare quello che già può offrire il servizio sociale e a costruire una risposta più ampia».
Il sostegno economico è quindi una parte di un percorso più articolato, che comprende anche l’affiancamento educativo e il raccordo con i servizi locali.
«Non si tratta soltanto di pagare la scuola guida», precisa Domiziana. «Accompagniamo la persona, lavoriamo con l’educatore e con la scuola guida, sostenendola nello studio e nel raggiungimento dei suoi obiettivi».
A volte il risultato più importante non è soltanto superare un esame o trovare un lavoro. «Riuscire a fare uscire di casa una persona isolata, farle raggiungere la scuola guida, entrare in una classe e riuscire a essere costante è già un grande obiettivo», sottolinea Domiziana.
Senza dimenticare che per la conformazione geografica del territorio, la difficoltà di collegamenti e la scarsità di mezzi pubblici, spesso avere patente e auto è l’unico modo per poter condurre le proprie attività.